Bitcoin è la moneta con cui quasi ogni cassa cripto apre l’elenco, ed è anche quella su cui si sbaglia di più. Il motivo è che le regole che contano davvero non le scrive il casinò: le scrive la rete. Quante conferme aspettare, quanto costa un invio, perché la soglia minima in BTC è più alta che in USDT, perché un indirizzo che inizia per bc1 a volte viene rifiutato — sono conseguenze del protocollo, non della buona o cattiva volontà dell’operatore. Questa pagina spiega quei meccanismi e, per ogni casinò della lista, riporta soltanto quello che risulta dalle nostre schede.
Il contesto italiano — ADM, dichiarazione della vincita, blocco dei domini — sta su una pagina a parte, e qui lo tocchiamo in un paragrafo solo. Dei dieci casinò elencati, in quattro abbiamo depositato e prelevato con i nostri soldi; dove non lo abbiamo fatto lo scriviamo.
In breve
Se ti serve un solo nome, il nostro è Vave: accetta BTC, ha il voto più alto della lista (9,25, media di fiducia, giochi, bonus e assistenza) ed è uno dei quattro casinò in cui abbiamo depositato e prelevato noi stessi. È anche l’unico della tabella che pubblica il dato tecnico più utile di tutti: dichiara una conferma di rete per accreditare un versamento in BTC, contro le due che chiede per ETH e per USDT.
Due avvertenze. Il nostro test è passato in USDT sulla rete TRC20 e non in Bitcoin: il prelievo è arrivato in circa due minuti, ma quei due minuti misurano la velocità di trattamento della cassa, non quella della rete, che è un’altra cosa. E la licenza di Vave nei nostri dati risulta ancora in verifica: è un punto aperto, non un dettaglio da archiviare.
I casinò della nostra lista che accettano Bitcoin
In tabella entrano solo i casinò per cui l’accettazione di BTC risulta dalle nostre schede. Restano fuori IVIBET, SlotSGem e Booi: le loro schede parlano genericamente di «cripto» senza elencare le monete, e trasformare quel generico in un «accetta Bitcoin» sarebbe un’invenzione comoda. Non significa che non la accettino: significa che non lo sappiamo.
| Casinò | Voto | Licenza | Bitcoin: cosa risulta dalle nostre schede | Offerta di benvenuto secondo il regolamento |
|---|---|---|---|---|
| Vave | 9,25 | in verifica | BTC fra otto monete; dichiara una conferma di rete per il BTC e due per ETH e USDT; sul canale cripto non indica minimi né massimi | 150% su tre depositi fino a 4 BTC. Requisito di puntata non documentato nei nostri dati |
| Mexiwin | 9,0 | Anjouan ALSI-182407017-FI1 | BTC insieme a USDT, ETH, TRX, LTC, SOL, TON, LINK e XRP; soglia dichiarata di 10 € su entrambi i lati, uguale per tutte le monete | 200% su tre depositi con requisito di puntata 10x, in alternativa 100% sullo sport |
| VegaZone | 9,0 | Curaçao GCB, GBL Solutions N.V. | BTC con soglia dichiarata di 20 €, identica a quella di ETH, LTC, USDT, BCH, DOGE, XRP e SOL: la moneta non cambia il minimo | 260% fino a 2.600 € e 260 giri. Requisito di puntata non documentato nei nostri dati |
| BlazeSpins | 8,5 | Anjouan Gaming Authority | BTC sulla catena principale e, unico caso in tabella insieme a StarzSpins, anche Bitcoin Lightning; USDT su ERC20 e TRC20 | 75% dichiarato senza requisito di puntata; esiste una variante al 150% con requisito, di cui non conosciamo il moltiplicatore |
| StarzSpins | 8,5 | Anjouan ALSI-202506039-FI2 | BTC, USDT su ERC20 e TRC20 e Bitcoin Lightning nell’elenco dei metodi; soglia di 20 € in entrata e 50 € in uscita | 75% dichiarato senza requisito di puntata; esiste una variante al 150% con requisito, di cui non conosciamo il moltiplicatore |
| NovaJackpot | 8,5 | — | BTC con soglia dichiarata di 30 €, contro i 10 € di ETH, LTC, XRP e USDT, e tetto di 5.000 € per operazione: il caso più esplicito di un minimo più alto proprio per Bitcoin | 250% fino a 2.500 € e 250 giri, rifiutabile alla registrazione. Requisito di puntata non documentato nei nostri dati |
| Play Fortuna | 8,0 | Curaçao OGL/2024/367/0690 (17.04.2025) | BTC in un elenco di dodici monete, il più lungo della tabella, con anche Bitcoin Cash; i minimi per moneta non risultano dai nostri dati | 175% fino a 1.000 $ e 200 giri. Requisito di puntata non documentato nei nostri dati |
| HellSpin | 7,5 | Curaçao GLH-OCCHKTW0702282021 | BTC fra oltre venti monete; soglia dichiarata di 20 € in entrata, con limiti che l’operatore stesso indica variabili per metodo e paese | Pacchetto sui primi depositi con requisito di puntata 40x su bonus e deposito, entro sette giorni |
| Crashino | 7,5 | — | BTC e BCH in un elenco di quindici monete costruito attorno ai giochi crash; soglia dichiarata di 1 USDT, la più bassa della tabella, ma espressa in stablecoin | 100% fino a 1.000 USDT con requisito di puntata 35x sul bonus, deposito minimo 20 USDT |
| SpiNight | 7,0 | — | BTC con soglia dichiarata di 30 $, contro i 10 $ di ETH, LTC, TRX e USDT e i 15 $ di XRP | Pacchetto sui primi depositi. Requisito di puntata non documentato nei nostri dati |
Tre note di lettura. Il trattino nella colonna della licenza non è una dimenticanza: per NovaJackpot, Crashino e SpiNight un numero verificabile non risulta dai nostri dati, e preferiamo il vuoto a una sigla plausibile. Dove manca la cifra del bonus è perché manca il requisito di puntata, e una percentuale senza il numero di volte in cui va rigiocata non è un’informazione. Le soglie, infine, sono dichiarate dall’operatore e non misurate da noi: è il primo parametro che cambia senza annunci.
Le conferme: perché il casinò aspetta, e perché deposito e prelievo non sono la stessa attesa
Una conferma non è un timbro che qualcuno appone alla tua transazione: è il numero di blocchi costruiti sopra il blocco che la contiene. Conta perché un blocco appena minato può essere scartato: se due minatori ne trovano uno quasi nello stesso istante, la rete vede per qualche minuto due catene concorrenti e poi ne abbandona una, e le transazioni che stavano solo nel ramo perdente tornano in coda. Ogni blocco aggiunto rende quello scenario più costoso da provocare, in modo esponenziale.
«Quante conferme» è quindi una decisione di rischio, non una regola tecnica: l’operatore sceglie il numero in base a quanto è disposto a perdere se una transazione viene annullata. Da qui il fatto che diverse casse accreditino già a zero conferme sotto una certa cifra e alzino l’asticella sopra quella soglia — la stessa cassa sembra istantanea con un versamento piccolo e lenta con uno grande, e la soglia quasi mai è pubblicata.
Un dettaglio rende quella prudenza meno paranoica di quanto sembri. Bitcoin permette di sostituire una transazione non ancora confermata con una che paga di più, meccanismo nato per sbloccare gli invii in coda. Ma una transazione marcata come sostituibile è anche una che il mittente può riscrivere, e molte casse la riconoscono e aspettano comunque la prima conferma. Se il tuo portafoglio marca gli invii come sostituibili in modo predefinito, e molti lo fanno, hai già la spiegazione dell’accredito «istantaneo» che istantaneo non è stato.
La seconda asimmetria è quella che genera più messaggi all’assistenza. In entrata il rischio dell’annullamento se lo prende l’operatore, quindi è lui a decidere quante conferme aspettare, e l’attesa la vedi come saldo fermo. In uscita fa invece una cosa sola: firma la transazione e la annuncia alla rete. Da quel momento, per il suo sistema, l’operazione risulta eseguita. Quello che manca sta dall’altra parte: la transazione deve entrare in un blocco, e poi chi riceve — un exchange, un portafoglio custodito — applica la propria politica di conferme prima di mostrarti il saldo. Molti exchange ne chiedono tre, alcuni sei.
Prima di aprire una segnalazione, fatti dare l’identificativo della transazione e cercalo in un esploratore di blocchi: se risulta confermata il problema non è più dell’operatore, se non compare affatto non è mai stata annunciata. Tieni presente anche che la distanza fra due blocchi è casuale e senza memoria: il fatto che l’ultimo sia arrivato venti minuti fa non rende il prossimo più vicino, e aspettare mezz’ora per un blocco solo capita regolarmente. Non è un guasto, è la forma della cosa.
La commissione non la decide il casinò, la decide il mempool
Quando leggi che una cassa «ha uscite in BTC economiche», nella maggior parte dei casi non stai leggendo una sua qualità: stai leggendo lo stato della rete nel giorno in cui qualcuno ha provato.
Ogni nodo tiene una sala d’attesa delle transazioni annunciate ma non ancora inserite in un blocco: è il mempool. Non ce n’è uno solo e non è una fila ordinata, è una raccolta che ogni nodo mantiene per conto suo, e quando un minatore costruisce un blocco pesca dalla propria quelle che gli rendono di più. Lo spazio in un blocco è limitato per protocollo, quindi il numero di transazioni che entrano ogni dieci minuti è più o meno fisso: quando la domanda supera quello spazio si apre un’asta.
Il punto che cambia tutto rispetto alle carte e ai bonifici: la commissione non dipende dall’importo. Si paga in base a quanto pesa la transazione in byte, e il peso dipende da quanti frammenti di monete precedenti stai unendo per comporre la somma, non dalla somma stessa. Spostare venti euro e spostarne ventimila costa uguale. È da qui che discende tutto il resto di questa pagina. E il prezzo non sale in modo graduale ma a ondate, quando qualcosa spinge molti a muovere fondi insieme: uno scatto del mercato, un exchange che ribilancia, una moda passeggera di transazioni che scrivono dati sulla catena. In quelle finestre chi ha impostato una commissione bassa non vede sparire la transazione: resta in coda, e se ci resta troppo a lungo i nodi la lasciano cadere e le monete tornano disponibili come se l’invio non fosse mai partito.
In uscita la commissione la sceglie l’operatore, e ne nascono due situazioni ricorrenti. La prima: trattiene una cifra fissa in BTC calibrata su una rete tranquilla, e in un momento di congestione la transazione parte ma resta in fondo alla fila. La seconda: raggruppa i pagamenti di più clienti in un’unica transazione con molte uscite, per dividere il costo — pratica normale, con l’effetto collaterale che la tua richiesta può restare in attesa finché il gruppo non si riempie.
Onestamente, il nostro dato finisce qui: non abbiamo misurazioni nostre sulle commissioni di rete Bitcoin, e una cifra in euro scritta in una guida — compresa questa — invecchia nel giro di settimane. Il controllo che vale è guardare quanto ti propone il portafoglio in quel momento per un invio equivalente e confrontarlo con la somma che stai muovendo.
Lightning Network: cosa cambia e dove finisce
Lightning toglie i pagamenti piccoli dalla catena principale, e per un giocatore risolve esattamente il problema descritto sopra. L’idea è un canale di pagamento: due parti bloccano un certo importo in una transazione sulla catena e da quel momento si scambiano versioni firmate della divisione di quel saldo senza pubblicare nulla. Se ti muovi mille volte fra le due parti, sulla catena sono comparse due transazioni in tutto, apertura e chiusura. Ciò che sta in mezzo non compete per lo spazio nei blocchi, non paga la commissione d’asta e non aspetta conferme: il pagamento arriva in pochi secondi e costa una frazione minima.
Il prezzo di questa eleganza sono i limiti dei canali, asimmetrici in un modo che al giocatore interessa direttamente. Puoi inviare solo fino a quanto sta dalla tua parte del canale e ricevere solo fino a quanto sta dall’altra. In entrata il vincolo raramente si sente; in uscita sì: se il tuo portafoglio ha poca capacità in ricezione, un incasso importante fallisce e va spezzato, oppure serve aprire un canale nuovo, che è un’operazione sulla catena con la sua commissione e la sua attesa.
Ci sono altre tre differenze da tenere a mente:
- Non si paga a un indirizzo, si paga una fattura. Un indirizzo Bitcoin è riutilizzabile e non contiene l’importo; una fattura Lightning vale una volta sola, porta l’importo già scritto dentro e scade, spesso nel giro di un’ora. Se la generi per un incasso e l’operatore la elabora in differita può trovarla scaduta, e va richiesta di nuovo.
- Il pagamento è atomico. O passa per intero o non parte: non esiste l’equivalente dell’invio finito sulla rete sbagliata. In compenso può restare sospeso mentre cerca un percorso, e in casi rari resta bloccato finché non scatta un limite previsto dal protocollo.
- Le somme grosse non passano. Il pagamento deve trovare una catena di canali con capacità sufficiente in ogni punto del percorso: per le cifre da cassa quotidiana funziona, sopra una certa dimensione il percorso non esiste e si torna alla catena principale.
Va detta anche la parte che nessuno mette nei materiali promozionali: quasi tutti i giocatori usano Lightning attraverso un portafoglio custodito o un exchange, quindi le chiavi le tiene qualcun altro e l’argomento dell’autocustodia — spesso il motivo per cui si sceglie Bitcoin — non si applica.
Nella nostra lista Lightning risulta dalle schede di due soli casinò: BlazeSpins, dove è indicato come opzione accanto agli invii sulla catena principale, e StarzSpins, dove compare nell’elenco dei metodi di pagamento insieme a carte, portafogli elettronici e voucher. Per gli altri otto le nostre schede non lo nominano, e non nominato non vuol dire assente: vuol dire che non lo abbiamo verificato. Se Lightning è il tuo criterio, la cassa dell’operatore è l’unico posto dove leggerlo con certezza, e va guardata su entrambi i lati.
bc1, 3 e 1: i formati di indirizzo e l’errore classico al prelievo
Gli indirizzi Bitcoin non hanno tutti la stessa forma, e la differenza non è cosmetica. Quelli che iniziano con 1 sono il formato originale; quelli con 3 nascono per condizioni di spesa più complesse e sono anche il modo in cui SegWit è stato reso compatibile con i portafogli vecchi; quelli con bc1q sono SegWit nativo; quelli con bc1p sono Taproot.
SegWit ha spostato le firme in una sezione separata che nel calcolo del peso conta meno, e poiché la commissione si paga sul peso, la stessa somma spostata da un indirizzo bc1 costa meno che da uno che comincia per 1. Ecco il dettaglio che quasi nessuno mette a fuoco: quel risparmio lo incassa chi spende, non chi riceve. Il formato dell’indirizzo dell’operatore decide quanto pagherà lui quando muoverà quei fondi, il formato del tuo decide quanto paghi tu. Versare verso un indirizzo di formato vecchio non ti costa nulla in più.
L’errore classico sta dalla parte opposta, in uscita. Alcune casse — soprattutto quelle costruite sopra strati di pagamento non recentissimi — validano solo i formati storici e rifiutano un indirizzo bc1. Nella versione fortunata il modulo risponde «indirizzo non valido» e il problema si esaurisce lì; nella versione fastidiosa lo accetta, la richiesta entra in coda e viene respinta a mano più tardi, con il saldo che torna sul conto e nessuna spiegazione utile. C’è poi una variante che colpisce anche i sistemi aggiornati: gestiscono bc1q ma non ancora bc1p. Chi ha aggiornato il portafoglio di recente e riceve indirizzi Taproot in modo predefinito si vede rifiutato pur avendo un indirizzo che «inizia per bc1» come tutti gli altri.
Un particolare tecnico qui aiuta: bech32, il formato degli indirizzi bc1, si scrive tutto in minuscolo e porta un codice di controllo capace non solo di accorgersi di un carattere sbagliato ma anche di indicare dove sta, quindi un indirizzo storpiato viene rifiutato invece di partire verso il nulla.
La regola pratica è controintuitiva ma efficace: l’indirizzo di uscita si prova prima di versare, non dopo aver vinto. Apri la sezione dedicata appena registrato, incolla l’indirizzo che useresti davvero e guarda se il modulo lo accetta. Se lo rifiuta, quasi tutti gli exchange e i portafogli permettono di generare un indirizzo di ricezione in un formato diverso, e quello che comincia per 3 ha la compatibilità più ampia.
Anche qui il nostro dato finisce presto: nessuna delle nostre schede indica quali formati di indirizzo accetta ciascun operatore. Non è una dimenticanza nostra, è che quasi nessuno lo pubblica. Non possiamo quindi mettere una colonna «supporta bc1» in tabella, e non la inventiamo: resta un controllo che devi fare tu, sul tuo conto.
Otto decimali: satoshi, soglie minime e perché il minimo in BTC è più alto
Un bitcoin si divide in cento milioni di parti, e l’unità più piccola si chiama satoshi. Otto cifre dopo la virgola sono più di quante ne serva per giocare, e il problema che generano è banale: un versamento da venti euro si scrive come una sequenza di zeri seguita da qualche cifra, e digitarla a mano è il modo più efficiente per sbagliare di un fattore dieci. Dove la cassa offre un campo in euro, quello è il campo da usare. Esiste poi un pavimento imposto dal protocollo: un’uscita di valore troppo piccolo è considerata polvere e i nodi non la ritrasmettono, perché muoverla costerebbe più di quanto vale.
La ragione delle soglie che vedi in cassa è però quella economica di cui sopra. Poiché la commissione dipende dal peso della transazione e non dall’importo, ogni invio ha un costo fisso; su dieci euro diventa una percentuale a due cifre, e poiché quasi sempre lo sostiene l’operatore, il minimo in BTC viene alzato per tenerlo entro una frazione ragionevole. Un trasferimento di USDT su una rete economica non ha quel problema. È tutta qui la differenza.
Le nostre schede mostrano il fenomeno in modo pulito. In due casi la distinzione è esplicita: NovaJackpot indica 30 € per Bitcoin contro 10 € per Ethereum, Litecoin, XRP e USDT, e SpiNight indica 30 $ contro 10 $ per le stesse monete. In altri la soglia è unica per tutto il listino: VegaZone dichiara 20 €, Mexiwin 10 € su entrambi i lati senza distinzioni fra monete. StarzSpins separa i due lati, con 20 € in entrata e 50 € in uscita. Crashino dichiara 1 USDT, la soglia più bassa che abbiamo incontrato, ma espressa in stablecoin e muta su quanto accetterebbe in BTC. Vave sostiene di non applicare minimi né massimi sul canale cripto.
Ne discende una conseguenza operativa che vale più di qualunque confronto fra operatori: in Bitcoin conviene incassare in una volta sola. Quattro operazioni da cinquanta euro pagano quattro volte il costo fisso, una da duecento lo paga una volta. È il rovescio esatto del consiglio che ci si dà di solito — portare via spesso per resistere alla tentazione di rigiocare — e le due esigenze vanno bilanciate a mente fredda.
Un ultimo dettaglio: le soglie sono dichiarate in euro o in dollari ma il pagamento avviene in BTC, quindi la quantità esatta di satoshi dipende dal cambio del momento in cui la fattura viene generata, e le fatture hanno validità breve. Se paghi una richiesta vecchia con il prezzo che nel frattempo si è mosso, la somma arrivata può risultare sotto la soglia dichiarata e l’accredito resta appeso a una decisione manuale dell’assistenza. Si genera l’indirizzo e si paga subito.
Perché molti finiscono per tenere il saldo in USDT
Da tutto questo esce una conclusione che vediamo confermata anche dal nostro comportamento: Bitcoin è ottimo come porta d’ingresso e d’uscita, scomodo come valuta del saldo. Sono due funzioni diverse.
Il primo motivo è la doppia scommessa. Un requisito di puntata non si esaurisce in una sera: HellSpin, per restare alla nostra tabella, chiede di rigiocare quaranta volte bonus e deposito entro sette giorni. Se il saldo è denominato in BTC, quella è una settimana di esposizione al prezzo che non hai scelto e che si somma al rischio del gioco. Alla fine può capitare la situazione più irritante possibile: essere in attivo nel conteggio delle puntate e in perdita in euro. Il contrario esiste e vale altrettanto poco.
Il secondo motivo è il costo per operazione, fisso e imprevedibile sulla catena principale, piccolo e stabile su una rete di stablecoin economica. Chi fa più movimenti nel mese se ne accorge in fretta, e la risposta naturale non è cambiare casinò: è cambiare moneta. È letteralmente il motivo per cui i nostri test sono passati in USDT e non in Bitcoin.
Il flusso che ne risulta è: si entra con la moneta che si possiede, si tiene il saldo in qualcosa di stabile, si esce con la moneta che si vuole in tasca. Valgono però tre verifiche.
- Controlla se la cassa converte già lei. Diverse convertono il versamento in euro o in dollari all’accredito, e la scheda di Vave dice proprio questo: durante il gioco il saldo è trattato nel suo equivalente in valuta tradizionale. In quel caso la questione è chiusa in partenza.
- Conta le conversioni. Passare da BTC a stablecoin e poi tornare indietro sono due cambi, ciascuno con il suo divario fra prezzo di acquisto e di vendita. Su cifre modeste il costo della prudenza supera l’oscillazione da cui ti proteggi.
- Ricorda che ogni passaggio va ricostruito. Una catena di operazioni fra BTC, stablecoin e gioco è più difficile da ricomporre a fine anno di un percorso lineare.
Quando chiedono i documenti
Pagare in Bitcoin non toglie la verifica dell’identità: la toglie l’operatore, quando la toglie. I documenti si chiedono all’uscita e non all’ingresso, e a farli scattare sono la cifra, un sospetto sull’uso del bonus o un cambio di metodo. Con Bitcoin c’è però una particolarità che con le carte non esiste: la catena è pubblica, e gli intermediari che gestiscono i pagamenti classificano di routine la provenienza dei fondi in arrivo. Una somma che arriva da un exchange conosciuto è la situazione ordinaria; una che arriva da un servizio di mescolamento delle monete o da un indirizzo segnalato può bloccare l’uscita anche con un conto del tutto regolare, e la richiesta di documenti diventa una richiesta di spiegare l’origine del denaro.
Vale poi il vincolo del metodo: chi entra in Bitcoin di norma esce in Bitcoin, verso un indirizzo intestato a sé, e puntare all’indirizzo di un altro o a una moneta diversa da quella versata è la strada più rapida per far scattare un controllo. Nei nostri test i documenti non sono stati richiesti da Vave sulla cifra che abbiamo ritirato, né da Mexiwin e SpiNight sulle loro, e VegaZone non ha fatto richieste inattese sulla somma verificata. Va letto per quello che è: una misura su somme specifiche in momenti specifici, non una promessa valida su una cifra dieci volte più grande.
Il quadro normativo, in un paragrafo
Nessuno degli operatori citati in questa pagina ha una concessione italiana dell’ADM, l’ex AAMS: sono quelli che i giocatori chiamano casinò non AAMS, e le conseguenze pratiche sono due. La prima è che il RUA, il registro unico degli autoesclusi gestito dall’ADM, copre soltanto i concessionari: se ti sei autoescluso, qui l’autoesclusione non ti protegge, ed è un difetto grave e non un cavillo. La seconda è fiscale: presso un concessionario ADM l’imposta è trattenuta alla fonte e tu non dichiari nulla, mentre su un operatore senza concessione italiana l’onere della dichiarazione ricade su di te, con la vincita da riportare fra i redditi diversi — ed è il motivo per cui la tracciabilità dei passaggi non è un dettaglio da appassionati. Sul piano penale al giocatore non risultano contestazioni sistematiche, ma la questione non è pacifica e non va letta come un via libera. Il quadro completo — D.lgs. 41/2024, le concessioni in vigore dal 13 novembre 2025, i domini non autorizzati e il trattamento fiscale nel dettaglio — sta nella pagina casinò crypto in Italia. Contenuto informativo, non costituisce consulenza legale né fiscale.
Quale casinò per chi
- Se ti basta un nome — Vave, voto 9,25, deposito e prelievo verificati da noi con il prelievo arrivato in circa due minuti, e l’unica scheda della tabella che dichiara quante conferme servono in BTC. La licenza risulta ancora in verifica.
- Se il costo per operazione è il tuo criterio — BlazeSpins e StarzSpins, le uniche due schede che indicano Bitcoin Lightning, cioè la sola strada che aggira l’asta delle commissioni. Di StarzSpins abbiamo verificato versamento e sessione di gioco, di BlazeSpins nulla con i nostri soldi.
- Se muovi cifre piccole — Mexiwin, con soglia dichiarata di 10 € su entrambi i lati e senza distinzioni fra monete; nel nostro test ci ha restituito 20 USDT in 10 minuti. Per lo stesso criterio, la soglia di 50 € in uscita di StarzSpins va nella direzione opposta.
- Se vuoi che la moneta non cambi le regole — VegaZone applica 20 € a tutto il listino, Bitcoin compreso, mentre NovaJackpot e SpiNight chiedono per Bitcoin il triplo delle altre monete.
- Se guardi al requisito di puntata — Mexiwin dichiara 10x sull’offerta di benvenuto; StarzSpins e BlazeSpins propongono una variante al 75% dichiarata senza alcun requisito.
- Se cerchi la scelta di monete più ampia — Play Fortuna elenca dodici valute e Crashino quindici, entrambe con Bitcoin e Bitcoin Cash. Nessuno dei due lo abbiamo provato con i nostri soldi.
Domande frequenti
Quante conferme servono per un deposito in Bitcoin?
Lo decide l’operatore, non la rete, e il numero è scritto nella pagina della cassa. Nella nostra tabella l’unico che pubblica il dato è Vave, con una conferma per il BTC contro le due richieste per ETH e USDT. Con un blocco ogni dieci minuti in media, una conferma significa di norma una decina di minuti, ma la distanza fra due blocchi è casuale e mezz’ora per un blocco solo è normale. Diverse casse accreditano anche a zero conferme sotto una certa cifra, che quasi mai è pubblicata.
Perché la commissione di rete cambia così tanto da un giorno all’altro?
Perché non è una tariffa ma il prezzo di un’asta: lo spazio in un blocco è limitato e i minatori inseriscono le transazioni che pagano di più per byte occupato, quindi quando molti spostano fondi insieme il prezzo di ingresso sale a ondate. Due conseguenze: la commissione dipende dal peso della transazione e non dall’importo, quindi spostare venti euro costa quanto spostarne ventimila; e una transazione che paga troppo poco non si perde ma resta in coda, finché i nodi la lasciano cadere.
Il casinò rifiuta il mio indirizzo che inizia per bc1: che cosa faccio?
È un problema di compatibilità del modulo, non del tuo portafoglio. Alcune casse validano soltanto i formati storici, altre accettano bc1q ma non ancora bc1p, cioè Taproot. La soluzione più rapida è generare nell’exchange o nel portafoglio un indirizzo di ricezione in un formato diverso: quello che comincia per 3 è il più largamente accettato. Il momento giusto per scoprirlo è prima di versare. Quali formati accetti ciascun operatore non risulta dalle nostre schede, e non lo inventiamo.
Perché la soglia minima in uscita è più alta in Bitcoin che in USDT?
Perché ogni invio sulla catena Bitcoin ha un costo fisso indipendente dall’importo, e su una cifra piccola quel costo diventa una percentuale sgradevole che quasi sempre paga l’operatore: alzare la soglia è il modo di tenerlo entro una frazione ragionevole. Nelle nostre schede il fenomeno è esplicito in due casi, NovaJackpot con 30 € per Bitcoin contro 10 € per le altre monete e SpiNight con 30 $ contro 10 $. Ne discende che in Bitcoin conviene incassare in una volta sola, perché quattro operazioni pagano quattro volte lo stesso costo fisso.
L’operatore dice che il pagamento è stato eseguito, ma nel mio portafoglio non vedo nulla.
Sono due eventi diversi. L’operazione risulta conclusa quando la transazione viene firmata e annunciata alla rete; da lì servono l’inserimento in un blocco e poi le conferme che pretende chi riceve, tre presso molti exchange e sei presso alcuni. Cerca l’identificativo della transazione in un esploratore di blocchi: se risulta annunciata ma non confermata sta aspettando in coda per la commissione; se risulta confermata l’attesa è dalla parte di chi riceve; se non compare affatto non è mai stata annunciata.
Avete provato questi casinò con i vostri soldi?
Con deposito e prelievo completati: Vave, Mexiwin, SpiNight e VegaZone. Con il solo deposito e la sessione di gioco: HellSpin, StarzSpins e NovaJackpot, per i quali non indichiamo alcun tempo di uscita perché non lo abbiamo misurato. Non verificati con i nostri soldi: BlazeSpins, Crashino e Play Fortuna, su cui riportiamo solo quanto risulta dal regolamento dell’operatore, dalla licenza e dall’elenco delle monete. Tutti i nostri test sono passati in USDT e non in Bitcoin.
Il gioco d’azzardo è riservato ai maggiorenni e non è un modo per guadagnare. Se il gioco smette di essere un passatempo, il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità risponde gratuitamente e in forma anonima allo 800 55 88 22, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16; altre informazioni nella pagina gioco responsabile.
Come valutiamo i casinò di questa pagina
Ogni casinò riceve quattro voti separati: fiducia (licenza, operatore, regolamento), scelta dei giochi, valore del bonus una volta considerato il requisito di puntata e assistenza. Il voto complessivo è la media di questi quattro: per questo un casinò con un bonus generoso e una licenza debole non sale in cima alla lista. Dove abbiamo depositato e prelevato denaro nostro, la recensione lo dice; dove non l’abbiamo fatto, lo dice altrettanto chiaramente. Come lavoriamo.
